Perché credo nel sistema Forrest Yoga

In un primo momento, spesso chi non ne ha mai sentito parlare, pensa che Forrest Yoga si riferisca a un tipo di yoga che si pratica nelle foreste. Anche se l’elemento natura è molto presente nel Forrest Yoga, non c’è niente di più sbagliato! Forrest fa riferimento ad Ana Tiger Forrest, la donna-sciamana che ha creato questo stile ben oltre 30 anni fa.

Ho incontrato Ana per la prima volta durante un teacher training avanzato di nove giorni negli USA nel 2015. Prima avevo letto il suo libro che mi ha colpita così profondamente da spingermi a iscrivermi al teacher training senza nemmeno aver mai praticato con lei prima. Durante la lettura di “Fierce medicine”, traducibile con “potente medicina”, mi sono venute diverse volte le lacrime agli occhi per le incredibili esperienze di vita che Ana ha vissuto e che è riuscita a sopravvivere solo grazie allo yoga. Lei stessa dice infatti spesso: “lo yoga ha salvato la mia vita”.


Ana ha dovuto lottare con molti problemi fisici, psichici e dipendenze e ha vissuto per un periodo molto lungo in una comunità di indigeni Nord Americani dove è diventata “Medicine woman”, guaritrice e sciamana. Nelle lezioni Forrest Yoga, si fondono elementi di cerimonia legati alla natura, agli animali e agli elementi con asana, in gran parte ideate da Ana Forrest stessa, pensati per i praticanti occidentali e le loro patologie. Forrest Yoga è uno stile molto terapeutico che spesso porta a cambiamenti importanti e un lavoro profondo. Un aspetto fondamentale di Forrest Yoga è il respiro: il pranayama si applica in ogni asana e in ogni momento della pratica.


In una lezione di Forrest Yoga (FY), si pratica con la sala yoga leggermente più calda del solito. Ti puoi aspettare un lavoro molto intenso sul piano fisico ma anche mentale. Infatti le posizioni sono tenute molto a lungo, in un certo senso, il FY è l’esatta antitesi dei corsi vinyasa, power vinyasa, ecc. dove l’enfasi è posta sulla velocità e transizioni continue. Nel FY si lavora molto con la forza del centro, dell’assetto addominale e con inversioni e posizioni in cui tendenzialmente abbiamo reazioni di paura. Attraverso la durata e l’intensità, si arriva velocemente anche al confronto diretto con la nostra mente, le nostre strutture mentali e gli schemi che dominano la nostra vita.


Fare uso di questi “trigger point”, che chiamerei punti di fastidio, è un concetto chiave del FY. Si tratta di conoscere, capire e metabolizzare. Si tratta di creare nuovi spazi, nuove conoscenze su noi stessi per evolverci come essere umano. Si tratta di restare e non scappare, si tratta di affrontare e accettare per crescere. Per questo, il FY è altamente terapeutico. In molta sicurezza per la sua lentezza e la sua forza, si lavora intensamente sul corpo e sullo spirito.


Per quanto mi riguarda, i nove giorni intensi con Ana hanno cambiato la mia vita.

Dal nulla, o così mi pareva, sono emersi traumi di infanzia e adolescenza. Ho capito da dove venivano certe mie paure e restando negli spazi, a volte molto fastidiosi, ho imparato ad accettare. Durante il teacher training non potevamo mancare nemmeno 15 minuti se no non avremmo ricevuto l’ambito certificato. Ana richiede disciplina, e sul momento può sembrare una richiesta esagerata. Eppure mai nessuno ha creato tanta conoscenza su me stessa come lei. Il lavoro l’ho fatto io, certo, ma la potenza di Ana e la magia delle sue conoscenze che vanno oltre lo spiegabile hanno certamente sostenuto il processo. Nelle mie lezioni, benché non siano FY pure, confluiscono moltissimi elementi del sistema di Ana in cui credo profondamente. Appena posso, lavoro di nuovo con lei, in work shop o corsi, oppure tramite le sue sequenze online. Sono profondamente grata ad Ana, al libro comperato senza nemmeno sapere chi fosse e al suo magico sistema yoga. AHO


Il gruppo del nostro advanced TT di 9 giorni con Ana Forrest, New Heaven novembre 2015

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